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F o l k l o r e |
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L'isolamento in cui è vissuta per secoli la provincia dell'Aquila ha reso possibile al patrimonio folkloristico di non subire sostanziali modificazioni nel corso dei secoli. Usi e superstizioni legate a riti pagani e credenze popolari sopravvivono tuttora e riaffiorano nelle varie feste e cerimonie religiose che si svolgono durante l'anno. Tra le manifestazioni di carattere religioso emergono: "Il Presepe Vivente di Rivisondoli", che ogni anno, il 6 gennaio, vede impegnato l'intero paese nella rievocazione della nascita di Cristo; le processioni del Venerdì Santo, tra cui spicca quella dell'Aquila, che si distingue per la straordinaria varietà di trofei e simulacri con figurazioni drammatiche, creati da artisti contemporanei; "la Madonna che scappa in Piazza" di Sulmona, rappresentazione pittoresca della Ressurrezione del Cristo, cui partecipa tutta la città nella mattina della domenica di Pasqua. Di grande suggestione è la "Processione dei serpari" di Cocullo che si svolge il primo giovedì di maggio, che si ispira a culti pagani e a riti pre-cristiani di popoli come i Marsi,conosciuti come incantatori di serpenti. Da menzionare ancora sono: "La corsa degli zingari" che si svolge a Pacentro , l'8 settembre di ogni anno, dedicata alla Madonna di Loreto, la "Festa del solco" di Rocca di Mezzo, che avviene nella notte precedente all'ultima domenica di agosto e risale al 1625 anno in cui gli agricoltori chiesero alla Vergine delle Pietà protezione contro una terribile epidemia di peste, offrendo un solco come simbolo di impegno e sacrificio. Si può dire però, senza nulla togliere a tutte queste manifestazioni, che tra tutte spicca per importanza sia storica che religiosa la "Perdonanza Celestiniana" dell'Aquila, concessa dal Papa Celestino V, che ogni anno si rinnova la sera del 28 agosto per tutti i fedeli che attraversano la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Altre feste in onore dei prodotti della terra si svolgono dalla primavera all'autunno, le famose "Sagre". |