La Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio

 

    Questo legume, dalla forma leggermente piatta e il colore tendente al marrone scuro, si caratterizza per il suo gusto superbo e la ricchezza di ferro superiore alla media. Espressione dell'agricoltura montana abruzzese, la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio (Lens culinaris medicus biotipo "S. Stefano di Sessanio"),  viene coltivata in piccoli appezzamenti ad una altitudine compresa tra i 1.000 e i 1.500 metri di quota. Da sempre è la rivale di quella altrettanto celeberrima di Castelluccio di Norcia, in provincia di Perugia.

Dal punto di vista storico, le origini della lenticchia sono remotissime.
Particolarmente diffuso tra il sud-ovest della Turchia e il Turkestan, il legume approda nel territorio di Santo Stefano nel corso del medioevo. Le condizioni geomorfologiche del territorio consentono di raggiungere uno standard qualitativo altissimo che è riscontrabile nell'elevato contenuto di ferro: circa 8,9 mg/100 contro i 5 mg/100 della lenticchia comune.

 

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